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Test Sepang: Rossi 1° e sotto il record

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1 Test Sepang: Rossi 1° e sotto il record il Mar Feb 04, 2014 12:26 am

Penna

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Se l’importante era partire con il piede giusto, Valentino Rossi non ha commesso nessun passo falso. Quando l’orologio segna le 12 a Speang e i test sono iniziati da appena due ore, il Dottore si è portato in cima alla lista dei tempi con un crono di 2’01”179 poi abbassato a 2'01"121 dopo mezz'ora. Per fare un confronto, è già più di due decimi più veloce del record della pista che appartiene a Marquez e in linea con le prestazioni di Pedrosa di 12 mesi fa, quando chiuse primo il primo giorno di test.

Valentino è il primo dei quattro piloti a essere riusciti a scendere sotto il muro dei 2’02” e gli altri nomi sono quelli dei tre spagnoli. Dietro alla Yamaha numero 46, ci sono Marc Marquez (+ 0”254) e Dani Pedrosa (+0”393), mentre Lorenzo è quarto a 0”635.

La prima sorpresa arriva con il quinto posto, appannaggio di un debuttante, Pol Espargaró, che contiene il distacco da Rossi sotto i 9 decimi. La seconda è il sesto posto di una Open con il fratello Aleix sulla Yamaha di Forward, a 0"949. Più staccati gli altri, con Bradl a più di un secondo, davanti a Smith. In casa Ducati, che ha portato qui la nuova Ducati GP14, anche se non in veste definitiva e a disposizione dei piloti ufficiali e Iannone. Proprio l’Andrea di Pramac è il migliore dei ‘rossi’ con il nono tempo (+1”576), subito davanti a Dovizioso mentre Crutchlow è 12°. Pochi mnuti prima delle 12.30, le telecamere del circuito hanno inquadrato i commissari di pista spingere la Ducati di Cal alla penultima curva.

Faticano in questo inizio di test le Honda Production Racer: la migliore è quella guidata da Hayden, 15° a più di due secondi e mezzo, Aoyama è 17°, Redding 19° e Abraham, alla sua prima volta sulla RCV1000R, è 22°. In pista anche la Suzuki con De Puniet 20°. Qualche problema tecnico sulla moto di Colin Edwards, che scenderà in pista nel pomeriggio.

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2 Marquez risponde a Rossi il Mar Feb 04, 2014 12:28 am

Penna

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A Sepang si è tornati a parlare spagnolo. Se il mattatore delle prime ore era stato Valentino Rossi, poco dopo le 13 Marc Marquez ha risposto all’italiano. Il campione del mondo al momento dello stop per la pausa pranzo è l’unico a essere sceso sotto i 2’01”, facendo segnare il miglior tempo in 2’00”767, quasi sette decimi più rapido del suo record qui. Il Dottore con il suo crono ha mantenuto la seconda posizione, staccato di 0”354. Il terzo posto è appannaggio di un’altra Honda, quella satellite di Stefan Bradl che è a 0”553 da Marquez. Il tedesco è anche finito a terra in seguito a una collisione con un pilota del team PBM.

Anche il secondo protagonista della mattinata arriva dalla penisola iberica. Aleix Espargaró sulla Yamaha Open del team Forward ha infatti piazzato la zampata che lo mette ora al quarto posto. Aleix è a meno di tre decimi da Rossi, sei e mezzo da Marquez e addirittura più veloce delle moto ufficiali di Pedrosa e Lorenzo. Dani è a 0”747 dal compagno di squadra, mentre Jorge a 8 decimi netti.

Un passo avanti anche per Bradley Smith che si è portato al 7° posto scavalcando il compagno di squadra. Posizione invariata per Iannone, 9°, mentre Dovizioso è stato preceduto da Bautista. I piloti Ducati vedono però il loro ritardo alzarsi fino ai due secondi e la D16 Open di Hernandez è appena un decimo da quella di Crutchlow, protagonista di una caduta senza conseguenze. Fra le Honda Open il più veloce è invece ora Aoyama, 16° e davanti ad Hayden, ma il distacco supera i tre secondi.

AGGIORNAMENTO. Dopo la pausa pranzo i piloti hanno trovato una pista rovente con 35° gradi nell'aria e 57 sull'asfalto. Jorge Lorenzo è comunque riuscito a risalire posizioni in classifica portandosi al secondo posto con il tempo di 2'01"082, a 0"315 da Marquez e con 39 millesimi di vantaggio su Rossi. E' invece indietreggiato in classifica Aleix Espargarò, ora 6° dietro a Bradl, Bautista e Pedrosa. Intanto il suo compagno di squadra Colin Edwards è riuscito a scendere in pista ed è 16° davanti alle Honda Open di Aoyama e Hayden.

Fra le Ducati, il migliore è adesso Dovizioso, 10° a 1"730 dalla vetta davanti a Iannone e Crutchlow. Probemi tecnici a freni e motore per Michael Laverty che si è già tolto la tuta dopo avere concluso appena 6 giri.

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3 Marquez scappa, Rossi insegue il Mar Feb 04, 2014 12:36 am

Penna

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Le previsioni della vigilia sono state rispettate, nel primo giorno di test a Speang è stato 'Marquez contro tutti' e ha vinto il campione del mondo. Solo Rossi è riuscito nella mattinata a prendersi un po’ di gloria con un primo posto che è durato fino alle 13. Poi Marc ha preso il comando dei giochi e non l’ha più lasciato.

Nel box, il piccolo diavolo ha ben tre moto, di cui una 2013 per le comparazioni del caso, come il suo compagno di squadra ma è con il modello nuovo che ha fatto segnare il tempo di 2’02”286 al 52° dei 62 giri percorsi, meno di tre decimi dalla sua pole position dello scorso GP e a meno di due decimi dalla migliore prestazione di Pedrosa nella tre giorni di test di un anno fa.

L’unico riuscito in qualche modo a resistergli è stato Valentino Rossi. Il Dottore ha staccato il miglior crono al suo ultimo passaggio utile ma comunque paga da Marquez un distacco superiore al mezzo secondo. Il pesarese è riuscito comunque a migliorarsi costantemente per tutta la giornata e ad essere il migliore pilota Yamaha. Il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo non è infatti andato oltre alla quarta piazza, preceduto proprio sul finale da Dani Pedrosa.

Il fantino della Honda è stato il pilota a percorrere più giri, 74, e proprio al penultimo è riuscito a scendere sotto la barriera dei 2’01”, portandosi a 0”620 da Marquez. Lorenzo al contrario ha fatto ‘appena’ 47 giri e il suo ritardo dalla vetta sfiora gli otto decimi. Ultimo delle ufficiali, il maiorchino ha preceduto la coppia delle Honda satellite di Bautista (+ 0”954) e Bradl (+ 1”034), che ha messo in conto anche una caduta.

Aleix Espargaró, sulla prima delle Open, dopo essersi affacciato anche nelle prime tre posizioni, ha chiuso con un ottimo 7° posto. La M1 del team Forward è alla prima uscita nella sua veste definitiva e la squadra si sta concentrando soprattutto sull’elettronica. Proprio da lì viene il guaio che ha fermato a lungo ai box Colin Edwards, che è comunque riuscito a staccare l’11° tempo dopo 26 giri cronometrati.

La Yamaha Open di Aleix ha comunque fatto meglio di quelle Factory, anche se satelliti, del team Tech3. Suo fratello Pol, 9°, ha preceduto Bradley Smith. Sulle M1 non è ancora montato il cambio seamless e non si sa quando arriverà e non possono usufruire nemmeno delle ultime soluzioni di ciclistica.

Bene ha fatto Andrea Iannone, 8° a 1”252. Il pilota di Vasto ha sfruttato il turno fino agli ultimi minuti utili e si è lasciato alle spalle anche la coppia del team ufficiale. Grande interesse c’era per la GP14, non ancora nella sua veste definitiva, e i piloti hanno fatto le prime comparazioni con il modello precedente. Dovizioso ha chiuso 12°, Pirro 13° e Crutchlow 14°, con distacchi ben superiori ai due secondi,

Tornando in casa Open, Hernandez con il 15° tempo di è messo alle spalle tutte le Honda RCV1000R. L’assenza delle valvole pneumatiche sembra farsi sentire sulle prestazioni e Hayden, il migliore, non è andato oltre al 17° tempo pagando più di tre secondi di ritardo da Marquez. Fra lui e il peggiore, Abraham ultimo, ci sono Aoyama 18° e Redding 21°. Una dietro l’altra le FTR Kawasaki di Avintia che stanno provando il nuovo propulsore con valvole pneumatiche: Barberà, 22°, ha preceduto il debuttante Di Meglio. Esordio in MotoGP anche per Parkes, 24°, davanti al compagno di squadra Laverty fermato da problemi a freni prima e motore poi.

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4 Pedrosa all'attacco, Rossi 3° il Mar Feb 04, 2014 9:49 pm

Penna

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La Honda continua a mostrare gli artigli a Sepang anche all’inizio della seconda giornata. Questa volta però non è Marc Marquez a tenere banco, ma il suo compagno di squadra Pedrosa. Dani è riuscito a segnare il migliore riferimento in 2’00”336, mezzo decimo peggio di quanto fatto ieri dal campione del mondo. A guardargli le stalle un’altra RC213V, quella di Bradl, ad appena 3 millesimi dall’ufficiale ma soprattutto quasi un secondo più veloce di quanto fatto ieri.

La bandiera della Yamaha è ancora una volta tenuta da Valentino Rossi. Il Dottore, terzo, è in linea con i migliori tempi, a 0”128 da Pedrosa. Il pesarese ha iniziato la giornata non guardando troppo al cronometro per poi portarsi nelle prime posizioni poco dopo le 12. Alle sue spalle c’è Marquez, comunque vicino, 31 millesimi appena.

Continua la sua scalata verso il vertice di Aleix Espargaró, la sua Yamaha costantemente la migliore delle Open in pista. Il distacco da Pedrosa è contenuto in poco più di due decimi e dietro ci sono due M1 Factory. La prima, al sesto posto, è quella di Bradley Smith che sembra avere cancellato la ‘giornataccia’ di ieri, la seconda quella di Lorenzo. Jorge ha limato più di quattro decimi dal tempo della prima giornata e il suo ritardo dalla vetta è limitato in meno di tre decimi.

Buone notizie anche per la Ducati, per Iannone soprattutto. L’avventura di Andrea sulla GP14 sembra essere iniziata nel migliore dei modi e il pilota Pramac con la nuova moto è riuscito a scendere sotto il muro dei 2’01”, sette decimi meglio di ieri. Crazy Joe ha così strappato l’ottavo tempo, precedendo Pol Espargaró e Alvaro Bautista. Le D16 di Dovizioso e Crutchlow sono invece 11° e 12°. Otto decimi il ritardo dell’italiano da Dani, appena superiore al secondo quello dell’inglese.

Continuano a faticare, invece, le Honda Open. Qualche passo avanti rispetto a ieri c’è stato e Hayden è 14°, ma il distacco dalla migliore Factory sfiora il secondo. Peggio Aoyama e Redding, 19° e 20°, e con distacchi intorno ai 3 secondi. Male Abraham, 25°, che risente ancora di forti dolori alla spalla infortunata nella scorsa stagione.

AGGIORNAMENTO. Quando mancano due ore e mezza alla fine della seconda giornata di test a Sepang, la classifica ha trovato un nuovo padrone. O meglio, ha ritrovato il vecchio. Marc Marquez ha rotto gli idugi insieme al muro dei due minuti. Il campione del mondo sulla Honda ha fermato il cronometro su 1'59"926, il primo a riuscirci dopo Stoner che nei test del 2012, alla prima giornata, sempre con una Honda, segnò 1'59"607. Dopo il tempo record, Pedrosa si ritrova a quattro decimi, Rossi a poco più di mezzo secondo. Lieve miglioramento per Lorenzo, che ha scavalcato Smith e paga 0"647 da Marc.

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5 turbo Marquez, Rossi 2° il Gio Feb 06, 2014 1:16 am

Penna

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Mai fidarsi dei piloti quando dicono che nei test non guardano il cronometro e che in, fondo, le priorità sono altre. Nella prima ora dell’ultima giornata di test a Sepang è sembrato di assistere a un turno di qualifica. “Battere il 1’59”607 di Stoner? Se avremo tempo”, nicchiava ieri Marquez. Invece, alle 10 tutti i piloti sono entrati in pista con assetto da guerra.

Il primo ad aprire le danze e scendere sotto i due minuti è stato Lorenzo, che al suo secondo giro ha staccato il tempo di 1’59”866, poco più lento nel terzo. Una gloria che è durata una mezz'oretta. A strappargli il primato è stato prima Valentino Rossi (1’59”727) e poi Marc Marquez (1’59”533). Il record di Stoner ora è nelle mani del campione del mondo. Forse era prevedibile, ma le Yamaha hanno fatto il passo avanti più grande. Jorge ha limato quasi 7 decimi dal crono di ieri, Valentino all’incirca ha fatto lo stesso.

Le due Yamaha ufficiali sono anche in buona compagnia, perché l’ultimo pilota ad avere abbattuto il muro dei due minuti è stato Aleix Espargaró sulla Open delle meraviglie. Chi guarda con interesse alla nuova categoria non sembra sbagliare e lo spagnolo del team Forward in tre giorni è passato da scommessa a realtà.

A proposito di conferme e promesse, la prima è appannaggio di Bradl, in forma in questi test e attualmente al quinto posto. Stefan è anche stato protagonista di un’innocua scivolata. La seconda, mantenuta, è invece quella della Ducati. Andrea Dovizioso ha portato la Desmosedici al sesto posto, riuscendo a staccare il suo miglior crono in 2’00”370, meglio di circa quattro decimi da quanto fatto da Iannone (al momento 8°) ieri. Il salto di Dovi è stato importante, togliendo quasi 8 decimi dal suo miglior giro, e si è messo alle spalle le Yamaha Factory di Tech 3 e la Honda di Bautista.

Fuori dalla top ten invece Pedrosa, 11°. Il ritardo dal compagno di squadra sfiora il secondo e mezzo e Dani ha fatto anche un’escursione nelle vie di fuga. Stesso inconveniente anche per Cal Crutchlow, alle sue spalle in classifica. La prima Honda Open, ancora una volta è quella di Hayden. Nicky ha ripetuto il tempo di ieri, ma la distanza dalla vetta è comunque grande. L’americano è 14°, dietro al collaudatore Ducati Pirro. Altra sorpresa (negativa) vedere Edwards al 17° posto, con la velocissima Yamaha Open.

AGGIORNAMENTO. Dopo avere dato l'assalto al cronometro nella prima mezz'ora della giornata, i piloti si sono concentrati sul programma di lavoro per l'ultima giornata di test. Il clima oggi è rovente, con temperature sull'asfalto di circa 60°, condizioni che rendono difficile migliorare i tempi. Ce l'ha fatta Dani Pedrosa, partito in sordina e ora in sesta posizione davanti a Dovizioso. Lo spagnolo della Honda è comunque ancora lontano quasi sette decimi dal miglior tempo di Marc e dietro alla Yamaha Open di Espargaro. Qualche miglioramento anche nella seconda parte della classifica, con Hayden salito al 13° posto, Edwards al 15° e De Puniet al 16°. Prove finite invece per Abraham, che dopo 12 giri ha preferito non continuare a sforzare la spalla, per cui serve ancora riabilitazione.

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6 Marquez fulmine anche sul passo il Gio Feb 06, 2014 1:17 am

Penna

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Come prevedibile i tempi fatti segnare nella prima ora di test a Sepang non sono scesi. Troppo caldo nel resto della giornata per tentare un altro attacco e i piloti hanno preferito continuare con le prove e le simulazioni gara. Marquez, Rossi, Lorenzo e Aleix Espargaró sono stati quindi gli unici a girare sotto i due minuti, ma le prestazioni sul passo svelano qualche sorpresa.

Non per Marc che è imbattibile anche sul ritmo. Innanzitutto è l’unico pilota a chiudere un giro in 1’59” per ben quattro volte, una durante la simulazione di gara. Rossi l’ha fatto solo una volta, come Aleix, mentre Lorenzo due. Nel corso delle 20 tornate consecutive, Marc per solo una volta ha girato in un tempo superiore ai 2’01”. Partito con il passo dei 2’ basso, ha alzato di qualche decimo il ritmo solo sul finale.

I piloti Yamaha hanno preferito fare le proprie simulazioni, a differenza di Marc, alle 16, l’ora del GP. Valentino Rossi ha completato un long run di 15 giri tenendo un ritmo di 2’01” basso, a parte una tornata molto più alta probabilmente a causa di un errore. Lorenzo ha invece dovuto abortire la sua simulazione dopo cinque giri. Jorge l’aveva incominciata con tempi di poco inferiori ali 2’01”, per poi alzarsi di qualche decimo. Problemi di chattering e in franta alla moto lo hanno fatto però desistere.

Non ha fatto invece una simulazione di gara Perosa, che ha al massimo inanellato uscite di cinque giri. I suoi tempi sembrano in linea con quelli dei piloti Yamaha, ma è impossibile fare un vero confronto. Il fenomenale tempo di Espargaró sembra invece figlio anche della gomma morbida riservata alla Open. La dimostrazione è che nel corso della giornata, dopo l’acuto iniziale, Aleix non è più riuscito ad avvicinare quel crono girando sempre con tempi superiori ai 2’01”.

Netto il passo avanti della Ducati, che dopo questi primi test può tirare un sospiro di sollievo. Il migliore sulla GP14 è stato Andrea Dovizioso che ha migliorato con il suo 2’00”370 di tre secondi il suo giro più veloce in gara e di più di un secondo quello in qualifica a Sepang. Non troppo distante Iannone, circa tre decimi e mezzo, che nei minuti finali del turno è caduto danneggiando la Desmosedici. Più staccato Crutchlow, 12° posto finale, che sta ancora prendendo le misure alla moto italiana.

Esce con le ossa rotte da Sepang la Honda in versione Open, con Nicky Hayden in crescita (13°) ma ancora lontano due secondi da Marquez. Peggio i compagni di marca Aoyama 16°, Redding, 21° e Abraham ultimo con grandi problemi fisici alla spalla. Fanalini di coda anche le PBM motorizzate Aprilia e le Avintia Kawasaki.

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